Yoga: un anno di lezioni contro la sindrome metabolica

13 febbraio, 2018 nessun commento


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Può sembrare banale ma l’attività fisica svolge un ruolo fondamentale nella salute dell’organismo, e ad ogni patologia corrisponde uno sport preciso. Ad esempio, per tenere a bada la sindrome metabolica, condizione che predispone ad un elevato rischio di diabete, problemi cardiovascolari e fegato grasso, basta un anno di yoga. A riprova degli effetti positivi di questa pratica mutuata dall’Oriente è uno studio dell’Università di Honh Kong, pubblicato sullo Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports.

La sindrome metabolica è una patologia molto diffusa che raggruppa una serie di fattori di rischio come ipertensione arteriosa, obesità viscerale, insulino-resistenza e iperglicemia. I ricercatori hanno reclutato 97 partecipanti asiatici con età media di 57 anni, che presentavano questa sindrome, dividendoli in due gruppi. A 52 di loro è stato fatto fare un allenamento di yoga per un anno, mentre 45 di loro sono stati assegnati a un gruppo di controllo. Lo yoga ha diminuito le adipochine proinfiammatorie e aumentato l’adipochina antiinfiammatoria.

I risultati supportano l’idea che questo tipo di attività possa essere un efficace intervento sullo stile di vita per ridurre l’infiammazione cronica e gestire le conseguenze della sindrome metabolica, come il diabete. “Era già noto che lo yoga può dare benefici per la pressione arteriosa e ridurre la circonferenza addominale”, chiarisce Francesco Giorgino, direttore dell’U.O.C di Endocrinologia e Malattie Metaboliche del Policlinico Universitario di Bari.

“In questo caso – prosegue – ci si è concentrati sulla risposta delle adipochine all’esercizio di yoga a lungo termine, evidenziando che riesce ad attenuare lo stato infiammatorio del grasso viscerale e dunque ne riduce la sua pericolosità. Più è infiammato, infatti, più il grasso produce sostanze dannose in grado di favorire malattie cardiovascolari e diabete. Questi risultati – conclude l’esperto della esperto della Società Italiana di Diabetologia (SID) – essendo limitati a un numero ridotto di casi e a una sola etnia, andrebbero confermati da uno studio più ampio”.

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