Restrizione calorica: la base da cui partire per gestire l’ipertensione

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In uno studio pubblicato su Biochemical Pharmacology, Ahmad Al Attar, della American University of Beirut, in Libano, e il suo gruppo di lavoro, discutono dettagliatamente su come la restrizione calorica possa influenzare la riduzione della pressione sanguigna.

“L’ipertensione è un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, e purtroppo dà un importante contributo alla mortalità per tutte le cause e alla disabilità in tutto il mondo. La fisiopatologia dell’ipertensione è attribuita in particolare a un endotelio disfunzionale e al rimodellamento vascolare. Nonostante l’ampio uso di terapie farmacologiche che modulano questi percorsi, un’ampia percentuale di pazienti continua ad avere un’ipertensione non controllata e l’uso di interventi non farmacologici è sempre più studiato” spiegano gli autori.

I ricercatori approfondiscono tra questi interventi la restrizione calorica, che sembra essere un promettente intervento nutrizionale per la gestione dell’ipertensione. Secondo gli esperti, tuttavia, i meccanismi alla base di questo effetto non sono ancora completamente compresi, anche se alcuni lavori supportano un impatto significativo della restrizione calorica sulla struttura e funzione vascolare, in particolare a livello delle cellule endoteliali vascolari, e delle cellule muscolari lisce vascolari insieme alla loro matrice extracellulare (ECM) . Prove crescenti suggeriscono che la restrizione calorica promuova la vasodilatazione endotelio-dipendente attraverso l’attivazione di eNOS e l’aumento dei livelli di ossido nitrico (NO) attraverso molteplici cascate che coinvolgono la modulazione dello stress ossidativo, dell’autofagia e dell’infiammazione. In effetti, la riduzione calorica riduce lo spostamento fenotipico e sopprime la proliferazione e la migrazione delle VSMC attraverso percorsi che coinvolgono NO e mTOR. Regolando il fattore di crescita trasformante-β e le metalloproteinasi della matrice, la riduzione calorica sembra quindi ridurre la deposizione di ECM e collagene nelle pareti vascolari.

“Pensiamo che i meccanismi da noi analizzati potrebbero fornire una base preziosa su cui basare nuovi interventi terapeutici per l’ipertensione” concludono gli autori.

Biochem Pharmacol. 2022 Apr 12;115035. doi: 10.1016/j.bcp.2022.115035

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