Allergie alle arachidi: messo a punto nuovo esame diagnostico

11 maggio, 2018 nessun commento


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(Reuters Health) – L’allergia alle arachidi è la causa più comune di shock anafilattico indotto da cibo e i casi di gravi reazioni allergiche sono notevolmente aumentati tra i bambini negli ultimi anni, basti pensare che, secondo la Food Standards Agency inglese, per esempio, un bambino su 55 avrebbe un’allergia alle arachidi. Ora un team di ricercatori del Medical Research Council (MARC) inglese, coordinato da Alexandra Santos del King’s College di Londra, avrebbe sviluppato un nuovo metodo diagnostico per identificare l’allergia. Lo studio sul Journal of Allergy and Clinical Immunology.

Al contrario del prik-test e di altri esami del sangue che possono produrre falsi positivi, la nuova tecnica diagnostica avrebbe una specificità del 98%. I test attualmente in uso, infatti, si baserebbero sulla ricerca di anticorpi, ma non possono distinguere tra sensibilità e vera allergia alimentare. Di conseguenza, i medici devono spesso condurre un ulteriore ciclo di test in cui i pazienti vengono esposti a dose crescenti di arachidi in ambiente ospedaliero controllato per confermare l’allergia, un processo che può scatenare, però, uno shock anafilattico. Inoltre, questa procedura richiede la presenza di un allergologo e di infermieri specializzati, mentre il nuovo test messo a punto dai ricercatori inglesi sarebbe cinque volte più economico.

Il nuovo test si concentrerebbe sui mastociti, che svolgono un ruolo fondamentale nell’innescare i sintomi dell’allergia, come reazioni cutanee o restringimento delle vie aeree. Il nuovo metodo è stato testato su 174 bambini, sui quali la gravità dell’allergia sarebbe stata monitorata da vicino e e con i pazienti più colpiti caratterizzati da un aumento dell’attività dei mastociti. Nel futuro, i ricercatori vorrebbero estendere il test anche ad altre allergie alimentari come quella a uova, latte, sesamo e noci.

 

Fonte: Journal of Allergy and Clinical Immunology
di Ben Hirschler

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Nutri&Previeni)

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