Cibo spazzatura: amato e divorato da 1,9 milioni di italiani

5 maggio, 2017 nessun commento


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Il triste quadro emerge da una ricerca del Censis, Crescita e qualità della vita: le opportunità della Food policy, che verrà presentata l’8 maggio a TuttoFood, la fiera internazionale dedicata al food & beverage organizzata da Fiera Milano. Oltre 1,9 milioni di italiani affermano di amare il ‘cibo spazzatura’, o ‘junck food’, ed 1,2 milioni si dichiarano ingordi perché mangiano troppo di tutto. La cattiva alimentazione minaccia dunque la salute e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. E, se vincesse l’american food, il rischio obesità minaccerebbe altri 15 milioni di italiani nei prossimi anni.

E’ soprattutto tra i giovani ‘millennial’ che si registra la quota più alta di amanti del ‘junk food’, mentre 1,2 milioni si autodefiniscono ingordi, perché’ mangiano troppo di tutto. Tra i più voraci ci sono gli anziani e le persone a bassa scolarità. Sono dati “preoccupanti su tanti italiani – afferma il Censis – che consapevolmente mangiano male o troppo: cattive abitudini che comportano un alto rischio di insorgenza di patologie e costi per la sanità”.

Tuttavia, nel confronto internazionale relativo al 2014, con il 10,3% di obesi l’Italia si colloca in Europa al penultimo posto (meglio solo la Romania), molto al di sotto della media dei 28 Paesi (15,9%) e più ancora rispetto ai tassi di obesità di Australia (27,9%) e Usa (38,2%). In dieci anni però gli obesi nel nostro Paese sono aumentati del 4% e le persone sovrappeso sono il 36,1% in Italia (+6% in dieci anni): un valore poco superiore alla media Ue (35,7%) e ai valori di Australia (35,5%) e Stati Uniti (31,9%).

Il costo sociale attuale di obesità e persone sovrappeso è stimato in 30 miliardi di euro. La buona dieta italiana spiega però molto del basso tasso di obesità degli italiani. Se adottassimo tuttavia il modello alimentare Usa, afferma il Censis, “nei prossimi anni il numero di obesi potrebbe salire di oltre 15 milioni con costi sanitari e sociali insostenibili”. Infine, rileva l’indagine, “è evidente un eccesso di diagnosi fai da te per diete e intolleranze alimentari”, con oltre 10 milioni di italiani che seguono diete prese da riviste, social network e app.

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