Mangiare più fibre raddoppia la possibilità di ‘invecchiare bene’

7 giugno, 2016 nessun commento


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fibre alimentiCome tutti dovrebbero ormai sapere, una dieta quotidiana ricca di fibre vegetali da pane integrale, cereali, frutta e verdura, è salutare per diverse ragioni. Ebbene, in proposito alcuni ricercatori australiani hanno scoperto un vantaggio sorprendente da un maggior consumo di fibre che spesso sono trascurate nell’alimentazione quotidiana. Mangiare più alimenti ricchi di fibre ogni giorno costituisce un’arma importante per invecchiare bene e raddoppiare la possibilità di evitare malattie e disabilità in età avanzata. Questa conferma che rafforza i consigli di assumere molta fibra nella alimentazione abituale quotidiana, arriva da uno studio condotto da ricercatori del Westmead Institute for Medical Research di Sidney e pubblicato sul Journal of Gerontology.

Lo studio
Utilizzando i dati raccolti dal Blue Mountains Eye Study che ha esaminato una coorte di oltre 1.600 adulti di età compresa tra 50 anni e più, studiando fattori di rischio e malattie sistemiche, i ricercatori hanno esplorato il rapporto tra nutrizione a base di carboidrati e l’invecchiamento in buona salute. Di tutti i fattori esaminati – che comprendevano l’assunzione di carboidrati totale di una persona, l’assunzione totale di fibre, l’indice glicemico e l’assunzione di zucchero – è stata la fibra che ha fatto la differenza più grande in quello che i ricercatori hanno definito “invecchiamento di successo”. “Tra tutte le variabili studiate, l’assunzione di fibre, cioè di carboidrati complessi che il corpo umano non può digerire – spiega Bamini Gopinath, autrice principale dello studio e professore associato presso il Centre for Vision Research del Westmead Institute – ha avuto l’influenza più forte. Abbiamo scoperto che coloro che avevano il più alto apporto di fibra totale avevano una probabilità di quasi l’80% maggiore di vivere una vita lunga e sana, in oltre 10 anni di follow-up. Cioè, avevano meno probabilità di soffrire di ipertensione, diabete, demenza, depressione o disabilità funzionale”.

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