Usa: rischio stop per formaggi come Grana e Parmigiano

13 gennaio, 2016 nessun commento


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shutterstock_121485478E’ in atto l’ennesimo tormentone, in termini di sicurezza alimentare, che rischia di danneggiare gravemente l’industria di produzione lattiero casearia italiana. Infatti, mentre le esportazioni di formaggi italiani crescono a doppia cifra sul mercato Usa (nei primi nove  mesi 2015, +26,2% il fatturato, a 208,5 milioni di euro), le autorità statunitensi mettono in dubbio la sicurezza dei formaggi a latte crudo e potrebbero “alzare barriere” anche a scapito della produzione italiana di qualità.

“La  riapertura della questione della sicurezza dei formaggi a latte crudo potrebbe portare gli Usa ad alzare nuove barriere nei confronti dei nostri grandi prodotti”, osserva il presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi. “Se ciò avvenisse, anche il mercato statunitense – dopo quello russo – diventerebbe  ‘out’ per alcuni dei nostri formaggi più esportati. Un altro duro colpo al nostro settore e al vero made in Italy“. Assolatte torna a ribadire che “l’eventuale presenza di batteri pericolosi è praticamente impossibile per i formaggi  italiani a latte crudo sottoposti a lunga stagionatura (come Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano e Provolone  Valpadana), perché la stagionatura neutralizza tutti i batteri potenzialmente pericolosi”.

Inoltre ricorda come “già in passato abbiamo lavorato con il  Ministero della Salute su questo tema, dimostrando in modo inconfutabile che i formaggi a latte crudo prodotti in Italia sono sicuri al 100%: la corretta gestione degli allevamenti, le misure adottate durante la raccolta e lo stoccaggio del latte, la lavorazione e i controlli fatti negli stabilimenti italiani offrono garanzie assolute di qualità e di sicurezza”. Per scongiurare il rischio di un blocco delle vendite sul mercato statunitense, Assolatte si è dunque attivata con il Ministero dello Sviluppo Economico, mettendosi a disposizione per fornire tutti le informazioni e gli studi necessari. Il viceministro Calenda e il ministro Lorenzin si sono attivati  immediatamente – conclude Assolatte – perchè venga fugato ogni dubbio sulla sicurezza dei formaggi made in Italy ed hanno sensibilizzato il commissario europeo per il commercio, Cecilia  Malmstrom, affinché si trovi una soluzione definitiva al  problema nell’ambito del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Ttip – dall’ inglese Transatlantic trade and investment partnership).

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