Endometriosi, un atlante cellulare per conoscerla e curarla

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Dolore cronico, infertilità, mal di testa, affaticamento e disfunzione intestinale e vescicale. Questi i sintomi che si possono sperimentare quando si soffre di endometriosi. Per la patologia, che colpisce milioni di donne nel mondo, vi sono attualmente poche valide opzioni di trattamento. Ma un vasto atlante cellulare può rappresentare un punto di svolta nella ricerca di nuove cure. Lo hanno realizzato i ricercatori del Cedars-Sinai, che hanno creato un profilo molecolare unico e dettagliato dell’endometriosi, derivante dall’analisi di 400.000 singole cellule provenienti da appena 21 pazienti, alcune delle quali con la patologia, proprio col fine di definire meglio la malattia, i sottotipi e la progressione. I risultati sono descritti sulla rivista Nature Genetics.

“L’identificazione di differenze cellulari a un livello così dettagliato – spiega Matthew Siedhoff, coautore dello studio – dovrebbe consentirci di comprendere meglio le origini, la progressione naturale e i potenziali bersagli terapeutici per il trattamento. Attualmente siamo limitati alla terapia ormonale e all’escissione chirurgica, con successo variabile e frequente recidiva della malattia”. I ricercatori del Cedars-Sinai hanno già iniziato a utilizzare il nuovo atlante cellulare dell’endometriosi per testare bersagli terapeutici in un modello murino della malattia. “Questa risorsa può ora essere utilizzata dai ricercatori di tutto il mondo per studiare specifici tipi di cellule in cui sono specializzati – conclude Kate Lawrenson, coautrice senior della ricerca – il che, si spera, porterà a una diagnosi e un trattamento più efficaci per le pazienti con endometriosi. È davvero un punto di svolta”.

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