Gli acidi polinsaturi nella dieta riducono l’ipertensione

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Secondo uno studio pubblicato su Hypertension Research, le quantità di acidi grassi polinsaturi (PUFA) totali, acidi grassi omega-3, olio di pesce, acido alfa-linolenico (ALA), acidi grassi omega-6, acido linoleico (LA) e acido arachidonico (AA) presenti nella dieta sono associate a una minore prevalenza di ipertensione nella popolazione adulta statunitense.

“Abbiamo portato avanti questo lavoro per valutare l’associazione tra l’assunzione di acidi grassi polinsaturi nella dieta e la prevalenza dell’ipertensione negli adulti statunitensi. A questo scopo abbiamo utilizzato i dati del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) 2009-2016, uno studio longitudinale sulla popolazione” spiega Senmiao Ni, della Nanjing Medical University, Cina, primo nome dello studio.

I valori di PUFA totali e i sottotipi di PUFA, tra cui acido eicosapentaenoico (EPA), acido docosapentaenoico (DPA), acido docosaesaenoico (DHA), acido alfa-linolenico, acido linoleico e acido arachidonico, sono stati ottenuti attraverso due valutazioni in 24 ore e aggiustati in base al peso corporeo. L’ipertensione è stata definita come la media di tre misurazioni della pressione sanguigna superiore a 130/80 mmHg o l’assunzione di farmaci antipertensivi.

I ricercatori hanno studiato un totale di 17.108 persone, e hanno visto che l’assunzione nella dieta di PUFA era significativamente associata a una minore prevalenza di ipertensione per i quartili più alti rispetto a quelli più bassi.

Hypertens Res. 2022 Jan 14. doi: 10.1038/s41440-021-00849-1. Online ahead of print

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