Aggiornamenti e novità nel calendario vaccinazioni

29 settembre, 2016 nessun commento


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vaccino bambinoIl nuovo ‘Calendario vaccinale per la Vita’ presentato ieri a Roma ed elaborato da: Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), Società italiana di pediatria (Sip), Federazione italiana medici pediatri (Fimp) e Federazione italiana medici di medicina generale (Fmmg) prevede di stendere il vaccino antinfluenzale ai bimbi di età compresa tra sei mesi e sei anni: questa è solo una delle novità.

Gli esperti spiegano le novità
Giunto alla terza edizione, il documento viene aggiornato ogni due anni sulla base delle nuove conoscenze scientifiche in tema di vaccinazioni e verrà inviato al Ministero della Salute e agli Assessorati regionali, con l’obiettivo di indirizzare i decisori politici nelle scelte. “Con soddisfazione – commenta Carlo Signorelli, presidente della Siti – abbiamo riscontrato il recepimento di molti suggerimenti del calendario 2014 nella bozza del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale e in alcuni calendari regionali. Ci auguriamo che le integrazioni ed estensioni qui proposte trovino spazio per una profilassi sempre più coerente con le evidenze scientifiche”.

Nello specifico, il documento presentato non prevede nuovi tipi di vaccini ma estende le classi di popolazione a cui alcuni sono rivolti. Ad esempio l’antimeningococco B, già raccomandato nel lattante, dovrebbe esser previsto anche negli adolescenti, considerando le ampie possibilità di contagio dovute al loro stile di vita. Gli esperti consigliano inoltre l’estensione dell’antinfluenzale ai bambini sani in età prescolare, oltre che a tutti gli ‘over 50’, e l’anticipo della vaccinazione anti-rotavirus alla sesta settimana di vita per avere la massima efficacia contro le forme più gravi di gastroenterite nei lattanti.

Tra le novità anche l’estensione del vaccino contro la pertosse alle donne incinte. Spesso a trasmettere questa malattia ai neonati sono infatti incolpevolmente, proprio le mamme. “Negli ultimi anni i casi di pertosse sono aumentati a causa del calo delle vaccinazioni. Ma questa malattia – spiega il presidente della Sip, Giovanni Corsello – nei lattanti può avere conseguenze gravissime, a volte letali. Somministrare nuovamente, o somministrare per chi non lo ha mai fatto, il vaccino contro la pertosse a donne incinte consente di trasmettere la protezione anche al proprio bimbo”. Per la pertosse così come per “molte altre malattie infettive che possono avere esiti anche fatali o fortemente invalidanti”, ribadiscono gli esperti, “le vaccinazioni sono l’unico strumento di prevenzione”.

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