Consiglio Ue si adegua al cibo del futuro

29 ottobre, 2015 nessun commento


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shutterstock_76714474Alghe, insetti, semi di chia,  derivati dalla Salvia hispanica, proteine di colza, flavonoidi derivati dalla Glycyrrhiza glabra, nuovi coloranti, alimenti prodotti in laboratorio con nanomateriali: il futuro del cibo cambia e l’Unione europea si adegua.

Dopo aver varato, nel 1997, il regolamento per l’autorizzazione per i ‘nuovi cibi’, l’Unione Europea ha compiuto ora il primo passo per aggiornare la procedura, centralizzandola. I cosiddetti ‘novel foods’ potranno finire sulle tavole degli europei, se avranno il via libera dell’Efsa, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare.

Appena tre giorni dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha inserito la carne rossa e gli insaccati nella lista delle sostanze cancerogene, Coldiretti segnala che solo l’8% degli italiani assaggerebbe gli insetti, mentre il 7% si farebbe tentare dai ragni fritti, ma il 19% non esiterebbe a mettere nel piatto la carne di coccodrillo.

Al centro della questione, il voto della plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo che ha approvato in prima lettura, con 359 sì, 202 no e 127 astenuti, l’accordo con il Consiglio europeo, l’istituzione che rappresenta i governi, sulla nuova procedura di autorizzazione per i ‘nuovi cibi’.

Secondo il Commissario europeo per la salute, Vytenis Andriukaitis, con l’aggiornamento della procedura “si facilita l’innovazione senza pregiudicare la sicurezza”. Ma gli esponenti ecologisti francesi, la vicepresidente del gruppo Michele Ravasi e Josè Bovè, lamentano che nell’accordo con il Consiglio non è passato il diritto di veto che il Parlamento voleva avere come ultima parola sulle autorizzazioni concesse dall’Efsa.

A preoccupare, in realtà non sono tanto gli insetti o le alghe, che sono cibi tradizionali fuori dall’Unione Europea e che sono già autorizzati in Belgio, Olanda, Danimarca e Gran Bretagna, quanto i cibi che nasceranno in laboratorio e sono realizzati a base di nanomateriali. E sui quali grava la necessità di tutelare la segretezza dei brevetti, che pone, secondo l’opposizione, dei limiti alla sicurezza.

L’accordo comunque garantisce che la Commissione renderà pubblica ogni richiesta di autorizzazione e il loro esito, comprese le bocciature. E come compromesso tra diritti commerciali e sicurezza, garantirà 5 anni si riservatezza sulle procedure di fabbricazione degli alimenti. La nuova legislazione, leggermente modificata dopo una battaglia sugli emendamenti presentati da socialisti, verdi, sinistra unitaria ed euroscettici di Efdd (il gruppo con Ukip e M5S), ora tornerà sul tavolo del Consiglio.

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