Covid-19: vitamina D riduce rischio di morte del 55%

25 Settembre, 2020 nessun commento


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Esiste una relazione tra vitamina D e infezione da Sars-CoV-2. Avere infatti buoni livelli di questa vitamina nel sangue, pari a 30 nanogrammi per millilitro di plasma, protegge da complicanze e riduce il rischio di morte per Covid-19 del 55%. La scoperta arriva da uno studio condotto presso la Boston University School of Medicine e pubblicato sulla rivista Plos One.

Nei mesi scorsi, studi di popolazione avevano indotto ad avanzare l’ipotesi dell’azione protettiva della vitamina D contro complicanze tipiche del Covid, dalla perdita di conoscenza all’ipossia, dall’eccesso di infiammazione ad alterazioni della risposta immunitaria fino anche al rischio di morte. Ma in questo lavoro per la prima volta è stato direttamente confrontato l’esito clinico di pazienti ricoverati per Covid che presentavano deficit di vitamina D al momento dell’ospedalizzazione con l’esito di pazienti simili ma senza carenza vitaminica. È emerso che questi ultimi avevano meno probabilità di ipossia e perdita di conoscenza, meno infiammazione e più linfociti; avevano inoltre un rischio di morte inferiore del 55%.

L’autore del lavoro, in un precedente studio, aveva già dimostrato anche che livelli adeguati di vitamina D nel sangue riducono del 54% il rischio di infettarsi con il Sars-CoV-2. “Questo studio fornisce una prova diretta che avere un buon livello plasmatico di vitamina D riduce le complicanze del covid, inclusa la tempesta citochinica e da ultimo il rischio di morire per Covid-19” – sottolinea. “Poiché  la carenza di vitamina D o anche una lieve insufficienza sono molto diffuse nel mondo tra bambini e adulti – conclude – specie nei mesi invernali, è prudente per ognuno assumere un integratore di vitamina D per ridurre il rischio di essere infettato e di avere complicanze in caso di Covid-19”.

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