Fertilità: passi in avanti sul ruolo dei geni coinvolti

7 Febbraio, 2020 nessun commento


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Si chiama Meiosin ed il gene da cui partire per comprendere al meglio i meccanismi alla base della fertilità. La scoperta si deve ad un gruppo di ricercatori dell’università giapponese di Kumamoto, guidato da Kei-Ichiro Ishiguro. Individuato nei topi il gene è presente anche nell’uomo e il risultato, pubblicato su Developmental Cell, potrebbe essere un grande passo in avanti per la medicina riproduttiva.

Le cellule dei tessuti proliferano grazie alla divisione cellulare, che è un processo a ciclo continuo in cui una singola cellula raddoppia le sue informazioni genetiche e si divide per creare due copie dell’originale. Le cellule germinali, invece, vengono prodotte attraverso uno speciale tipo di divisione cellulare che si svolge negli organi chiamati gonadi. Questo processo inizia come una normale divisione cellulare, ma cambia dopo un po’ per creare quattro cellule germinali geneticamente diverse che hanno la metà del materiale genetico della cellula originale. Il meccanismo che provoca questo cambiamento è rimasto sconosciuto a lungo e il suo controllo è cruciale per la medicina riproduttiva.

Per comprendere il processo, il gruppo giapponese ha cercato i geni coinvolti e ha identificato il gene chiamato Meiosin, verificando che si attiva appena prima dell’inizio della divisione cellulare nelle gonadi. In esperimenti su animali, i ricercatori hanno scoperto che sia i topi maschi che quelli femmine diventano sterili quando viene spento il gene Meiosin. Ulteriori analisi hanno chiarito che il gene agisce come una torre di controllo che accende contemporaneamente centinaia di geni per la formazione delle cellule germinali. I ricercatori si aspettano che i processi coinvolti nella formazione delle cellule germinali saranno chiariti man mano che viene scoperto il ruolo di ciascuno dei geni accesi da Meiosin e, rileva Ishiguro “se alla fine diventa possibile controllare il processo, i benefici sarebbero di vasta portata per la medicina riproduttiva”.

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