Focus/ Mal di testa. Riconoscerlo e trattarlo

19 maggio, 2017 nessun commento


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È successo a tutte, al termine di una giornata pesante, dopo aver dormito male o in un periodo particolarmente stressante di soffrire di mal di testa. Un dolore dalle tante forme e dalle numerose cause che presto o tardi sperimentiamo tutte. Gli esperti contano oltre 200 tipi di cefalee, ma le principali si possono dividere in tre grandi famiglie con caratteristiche diverse.

Emicrania con e senza aura
Colpisce prevalentemente un lato della testa e soprattutto le donne, in un rapporto di quattro a uno con gli uomini. Il disturbo “purtroppo si lega a molti sintomi disabilitanti come nausea, vomito, disturbi legati alla luce, ai suoni o agli odori, vertigini” spiega Francesco Di Sabato, direttore dell’Unità operativa diagnosi e cura Terapie del Policlinico Umberto I di Roma. A questi sintomi si può aggiungere l’aura, cioè un malessere che arriva dai 20 ai 40 minuti prima del mal di testa e che si manifesta come “un blackout visivo che si può accompagnare ad addormentamento del braccio e della gamba. Oppure si possono avere fenomeni di afasia, cioè periodi in cui il paziente pensa una parola e ne dice un’altra”. L’aura scompare così come è venuta, lasciando spazio al mal di testa. “Queste persone dovrebbero evitare il freddo, il vento, l’umido, l’escursione termica, l’esposizione a condizionatore d’aria, il digiuno, dormire troppo o troppo poco. Alcuni alimenti a base di monoglutammato di sodio, di nitriti e di nitrati come per esempio il dado da brodo, i cibi in scatola e alcuni alcol”, precisa Di Sabato.

Cefalea tensiva
“È la cefalea dei giorni nostri, quella legata a un atteggiamento posturale sbagliato – spiega l’esperto – È causata dal troppo tempo passato davanti al computer o alla guida della macchina e alla vita frenetica dei pazienti che ne soffrono, che portano in contrattura i muscoli di testa, collo e spalle”. La conseguenza è un “peso” su occhi, testa e spalle. “Chi soffre di questa cefalea dovrebbe evitare di sollevare pesi e di passare molto tempo davanti a uno schermo o alla guida”.

Cefalea a grappolo
Molto dolorosa, colpisce soprattutto nei cambi di stagione ed è unita a lacrimazione degli occhi e naso chiuso, oltre che “alla sensazione di un trapano o una lama che penetra nell’occhio”, spiega Di Sabato. Il dolore può durare anche diverse ore e si possono manifestare più crisi nell’arco della giornata (da qui la denominazione “a grappolo”). “Occorre evitare l’alcol, anche quello sotto forma di profumazione, perché stimola il sistema trigemino-vascolare e può scatenare questa cefalea. E poi i traumi psichici e fisici: questa patologia può insorgere in seguito a un lutto, a un trasferimento, a una separazione o addirittura a una maratona se la persona non è abituata a questo genere di sforzo”.

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