Gravidanza. Rischio parto anticipato con antinfiammattori negli ultimi mesi

8 febbraio, 2018 nessun commento


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In particolare, il medicinale incriminato sarebbe l’antiinfiammatorio colecoxib, mentre nessun rischio deriverebbe dall’assunzione di altri FANS o di medicinali biologici. Studi precedenti sulla sicurezza dei FANS in gravidanza si sarebbero concentrati solo sul rischio di aborto spontaneo, difetti alla nascita e ipertensione polmonare persistente derivanti dalla chiusura prematura del dotto arterioso. Per evidenziare eventuali problemi a livello di nascita anticipata, Berars e colleghi hanno preso in considerazione i dati della Quebec Pregnancy Cohort, per valutare il rischio associato ad assunzione di FANS, antiinfiammatori inibitori della COX-2 e agenti biologici, negli ultimi tre mesi di gravidanza.

Lo studio
Tra oltre 156mila gravidanze considerate, solo 448, pari allo 0,29%, sarebbero state esposte a uno dei tre farmaci antiinfiammatori. Complessivamente, il 7,1% delle gravidanze considerate si sarebbe concluso prima di 37 settimane, tra queste, l’11,4% aveva ricevuto FANS o anti COX-2 e il 7,1% no. Dall’analisi dei risultati, i ricercatori hanno concluso che solo l’uso dell’inibitore della COX-2 negli ultimi mesi di gravidanza sarebbe stato associato a un aumento del rischio di parto pre-termine. E in particolare, colecoxib avrebbe determinato un aumento di 3,41 volte del rischio di parto anticipato.

Limitazioni dello studio
Tra i limiti dello studio, come rilevato dagli stessi autori, c’era però la mancanza di dati sull’uso di antiinfiammatori da banco, sulla dipendenza da fumo e sul peso corporeo della madre. Inoltre, il limitato numero di casi potrebbe aver abbassato il peso statistico del risultato. In ogni caso, “il controllo del dolore durante la gravidanza deve prendere in considerazione una moltitudine di problemi, incluso il rischio di parto pre-termine”, ha dichiarato Berard. “Dai risultati del nostro studio abbiamo visto che dovrebbe essere usata più cautela nell’uso di questi farmaci negli ultimi tre mesi di gravidanza”, ha concluso l’esperto.

Fonte: Pain
di Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Nutri&Previeni)

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