Test per allergie alimentari: dal ministero della Salute i 13 inefficaci

7 dicembre, 2018 nessun commento


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Sarebbero 13 i test attualmente disponibili per diagnosticare le allergie alimentari inefficaci. A mettere sotto accusa test del capello, quello dell’iride, il Vega test e altri sarebbe un documento denominato ”Allergie alimentari e sicurezza del consumatore” pubblicato dal ministero della Salute sul proprio sito. Questi esami, tuttavia, trovano largo impiego e costringono le famiglie a diagnosi errate ed esami costosi, anche se non hanno un’efficacia dimostrata o ne è stata dimostrata l’inefficacia.

I test sotto accusa
I 13 test nel documento sono il test citotossico di Bryant, il test di provocazione e neutralizzazione sublinguale e intradermico, la kinesiologia applicata, il test del riflesso cardio-auricolare, il Pulse test, il test elettrotermico o elettroagopuntura secondo Voll, il Vega test, il Sarmtest, il Biostrenght test e varianti, la biorisonanza, l’analisi del capello, il Natrix o Fit 184 Test, e il test per la misurazione del Baff (Fattore attivante i linfociti B) e del Paf (Fattore attivante le piastrine).

Tuttavia, rileva il documento, in Italia l’offerta di diagnostica allergologica sul territorio è piuttosto disomogenea e non in grado di fronteggiare una domanda di valutazione così imponente. Il test da carico con alimento, unico vero presidio per la diagnosi definitiva delle allergie alimentari, è condotto solo in poche strutture pediatriche per carenza di personale, mancanza di esperienza, costi e tempo. Le diagnosi erronee portano a sovrastimare le allergie alimentari il che può portare a diete di eliminazione in bambini che non sono allergici, diete inadeguate dal punto di vista nutrizionale e costose, ansia e iperprotezione della famiglia, ritardata guarigione.

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