Energia giornaliera: il 20% arriva dallo zucchero. L’Oms raccomanda il 5%

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Il panettone ne contiene 32 grammi per ogni 100 grammi, il pandoro 28, il cioccolato al latte 52. E’ lo zucchero che soprattutto nel periodo delle feste aumenta e si tende ad assumerne di più rispetto alle dosi raccomandate. A ricordarlo sono gli esperti dell’Osservatorio nazionale Grana Padano, secondo i quali in questo periodo dell’anno il consumo di alimenti aumenta del 30%. Per di più gli italiani consumano già, nel corso dell’anno, più zuccheri semplici rispetto a quanto raccomandato dalle autorità sanitarie.

Per indagare questo fenomeno alimentare l’Osservatorio ha valutato le abitudini alimentari di 5.400 adulti italiani (58% femmine, 42% maschi) e, in particolare, il consumo di dolciumi. E dallo studio emerge che l’energia introdotta quotidianamente derivata da zuccheri semplici (tra quelli naturalmente presenti negli alimenti e quelli aggiunti in preparazioni e bevande) corrisponde a circa il 20% mentre i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia) raccomandano una quota inferiore al 15%. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’energia derivata dagli zuccheri aggiunti non dovrebbe superare il 10% dell’energia quotidiana, auspicando un’ulteriore riduzione al 5%.

Questi i dolci preferiti dagli italiani, secondo il campione: il 77% degli intervistati consuma di frequente tiramisù, budini, torte farcite con crema, panna e cioccolato; il 57% consuma regolarmente merendine, brioche e croissant. Il gelato è il dolce preferito (solo il 13% del campione non lo consuma), mentre il cioccolato è per frequenza il dolce più consumato: il 7% degli intervistati tutti i giorni, il 16% da 2 a 4 volte a settimana; il 15%, invece, lo consuma una volta sola a settimana.

Gli esperti raccomandano di leggere attentamente i valori nutrizionali specificati nelle etichette dei prodotti alimentari, nelle quali sono indicati sia i carboidrati (intesi come zuccheri contenuti naturalmente negli alimenti), sia gli zuccheri (intesi come zuccheri liberi, cioè aggiunti al preparato). Su questi ultimi va posta maggiore attenzione perché è soprattutto il loro consumo che deve essere moderato.

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