Gli adolescenti sedentari sono più inclini alla depressione a 18 anni

21 Febbraio, 2020 nessun commento


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(Reuters Health) – Gli adolescenti sedentari hanno maggiori probabilità di essere depressi rispetto ai loro coetanei attivi. E i sintomi di depressione cominciano a manifestarsi a 18 anni. La cura? Un’attività fisica, anche leggera, da non abbandonare dopo i 16 anni.

“I giovani devono ridurre la sedentarietà e aumentare una attività fisica leggera durante l’adolescenza, un momento in cui tende a verificarsi il contrario – dice Aaron Kandola dello University College di Londra, autore principale dello studio pubblicato da The Lancet Psychiatry – Questo ridurrebbe rischio di depressione in futuro. La maggior parte dei bambini non dovrebbe avere problemi a trovare 60 minuti al giorno per l’attività fisica, in qualunque sua forma”.

Lo studio
I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 4.257 giovani che hanno indossato accelerometri per una settimana quando avevano 12, 14 e 16 anni. I partecipanti hanno anche completato questionari pensati per identificare eventuali sintomi di depressione o altri disturbi di salute mentale a 18 anni.

Gli accelerometri misuravano oggettivamente quando i partecipanti si dedicavano ad attività leggere, come camminare, o fare esercizi più intensi come correre o andare in bicicletta. I dispositivi hanno anche registrato i momenti in cui gli adolescenti erano sedentari perché stavano facendo i compiti o giocando ai videogiochi.

Tra i 12 e i 16 anni, il tempo medio sedentario giornaliero dei partecipanti è aumentato da circa sette ore a quasi nove ore. Nello stesso periodo, il loro tempo medio giornaliero dedicato ad attività soft come camminare è passato da circa cinque ore a circa due ore.

Lo studio ha rilevato che ogni ora aggiuntiva di sedentarietà a 12 e a 14 anni era associata a un rischio dall’8% all’11% più elevato di sintomi depressivi. Era vero anche il contrario, con ogni ulteriore ora al giorno di attività fisica leggera riduceva le probabilità di depressione a 18 anni si una percentuale variabile tra l’8% e l’11%.

“Anche se lo studio non è stato progettato per dimostrare se o in che modo il tempo sedentario potrebbe compromettere l’umore o come l’attività fisica possa rendere meno probabili i problemi di salute mentale, i risultati sono in linea con le ricerche condotte sugli adulti”, hanno osservato gli autori. È possibile che l’esercizio fisico migliori l’autostima, riduca l’infiammazione o stimoli la crescita di nuovi neuroni nel cervello, hanno scritto.

“L’esercizio fisico è stato collegato alla neurogenesi (formazione di nuove cellule cerebrali) e alla neuroplasticità (capacità del cervello di ricablare e stabilire nuove connessioni), che può essere protettiva per la salute mentale – dice Karmel Choi, ricercatore presso il Massachusetts General Hospital e Harvard Th Chan School of Public Health di Boston, autore di un commento che accompagna lo studio – Quanto più le persone svolgono attività fisica, tanto più i loro corpi tendono a essere meno reattivi allo stress e mostrano livelli più bassi di infiammazione, un fattore di rischio per la depressione”.

Fonte: The Lancet Psychiatry
Lisa Rapaport
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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