Piccoli cuori da proteggere

16 luglio, 2015 nessun commento


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shutterstock_133990751Il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari potrebbe essere rilevabile già nei bambini della scuola primaria.

Ci sono prove che i livelli di vitamina D negli adulti sono legati a malattie cardiovascolari, così come altri problemi di salute come l’obesità, l’ipertensione e il diabete. Ma questo legame non era stato studiato nei bambini. Alcuni ricercatori di Toronto hanno esaminato i livelli di vitamina D nei bambini di 1-5 anni e il livello di colesterolo non-HDL  nel sangue, un indicatore della salute cardiovascolare. (il colesterolo non-HDL è praticamente tutto di colesterolo presente nell’organismo di ogni persona meno il suo colesterolo HDL o detto anche colesterolo buono).

In uno studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE, si è evidenziata un “associazione statisticamente significativa” tra i più alti livelli di vitamina D e i bassi livelli di colesterolo non-HDL, anche dopo aver considerato alcuni fattori interferenti come l’indice di massa corporea, il consumo di latte di mucca e il livello dell’attività fisica.

“Forse i fattori che portano alle malattie cardiovascolari possono iniziare nella prima infanzia”, ​​ha affermato Jonathan Maguire, autore dello studio, pediatra e ricercatore presso il St. Michael’s Hospital. “Se i livelli di vitamina D sono associati con quelli del colesterolo nella prima infanzia,  si avrebbe l’opportunità d’intervenire già dai primi anni di vita per ridurre il rischio cardiovascolare.”

Per questo studio, i ricercatori hanno prelevato campioni di sangue da 1.961 bambini da uno a cinque anni che accedono regolarmente a visite di controllo. Tutti i bambini reclutati erano iscritti al programma di sorveglianza Applied Research Group for Kids (TARGet Kids!) condotto in collaborazione tra bambini, medici e ricercatori del St. Michael’s Hospital e del Hospital for Sick Children. Il programma segue i bambini dalla nascita, con gli obiettivi di prevenire i problemi più comuni nei primi anni e di approfondire le conoscenze sul loro impatto sulla salute e la malattia nell’età adulta.

I bambini nello studio, tra l’altro, mostravano un consumo quotidiano medio di 452 ml di latte vaccino, o poco meno di 2 tazze, – la principale fonte di vitamina D – e il 56% dei bambini avevano regolarmente consumato un supplemento di vitamina D.

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