Bambini: quando il naso cola in autunno, è raffreddore o allergia?

28 novembre, 2017 nessun commento


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L’autunno è la stagione propizia per le infezioni virali delle alte vie respiratorie che spesso nei bambini si susseguono in numero tanto elevato da rappresentare un pensiero fisso per i genitori e motivo di numerose consultazioni specialistiche. Ma spesso dietro si nasconde un fattore allergico. A spiegarlo, è Anna Maria Zicari, commissione rinocongiuntivite SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica).

Il “naso d’autunno”
Il cosiddetto “naso che cola” o  “naso chiuso” è causato dall’infiammazione della mucosa nasale ed è uno dei primi segni delle virosi respiratorie. In autunno la circolazione e la diffusione dei virus respiratori sono favoriti dal ritorno a scuola con promiscuità tra i bambini e dagli sbalzi di temperatura tipici di questa stagione. L’infiammazione locale può essere accentuata da fattori ambientali come l’inquinamento e il fumo passivo.

Le cause
Più di 200 virus sono stati individuati come possibili responsabili di tali patologie e tra questi i principali chiamati in causa sono i rinovirus, i virus parainfluenzali e il virus respiratorio sinciziale. Ma è proprio in questa stagione, che può presentarsi una riattivazione della rinite allergica (RA), i cui sintomi sono del tutto sovrapponibili a quelli del comune raffreddore virale: naso chiuso (ostruzione), secrezione nasale (rinorrea sierosa o mucosa) non sempre affiancati da prurito nasale e starnuti.

La rinite allergica
Lo scatenamento dei sintomi rinitici allergici si può verificare per una seconda fioritura delle graminacee, per la pollinazione della parietaria e/o delle compositae o per la proliferazione degli acari della polvere di casa a cui giova la temperatura mite e l’umidità propria di questo periodo dell’anno. Il diminuire delle temperature o le stesse piogge possono portare ad un transitorio miglioramento dei sintomi per la riduzione della concentrazione dei pollini  nell’ambiente.

Le complicanze della rinite
Quando l’infiammazione nasale persiste e si cronicizza i bambini assumono abitudini viziate nella respirazione, utilizzando prevalentemente la bocca per “respirare meglio” sia di giorno (respiratore orale) che di notte (russatore abituale), con complicanze (sinusiti, tosse) che possono arrivare anche ad incidere in maniera importante sulla qualità della vita del bambino: sonno agitato e poco ristoratore, stanchezza già al risveglio, aggressività ingiustificata, ridotta capacità di concentrazione con scarso rendimento scolastico, mal occlusioni dentali ed a volte persino attivazione della cosiddetta sindrome metabolica correlata con l’obesità.

La prevenzione
La principale opera di  prevenzione primaria consiste, in una buona profilassi ambientale che ne riduca l’esposizione, ove possibile, all’allergene in causa e/o ai fattori di rischio conosciuti.

La cura
Per le infezioni virali non è prevista alcuna terapia se non i lavaggi nasali e i farmaci antipiretici in caso di febbre, mentre nella rinite allergica è utile l’antistaminico sistemico nelle forme lievi-intermittenti e il corticosteroide topico nelle forme intermittenti/ moderate-gravi, l’immunoterapia specifica senza dimenticare che rappresenta comunque la terapia antiallergica in grado di poter prevenire la possibile progressione della malattia.

Consigli per i genitori
Attenzione: se i sintomi della rinite persistono a lungo, il consiglio è quello di procedere ad un approfondimento allergologico che può aiutare ad impostare una corretta terapia.

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