Cuore: una settimana dedicata prevenzione “di precisione”

12 settembre, 2018 nessun commento


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Il 29 settembre è la Giornata mondiale del cuore. Per festeggiarla al meglio, l’Irccs Centro cardiologico Monzino di Milano promuove la prima “Heart Week” del capoluogo meneghino. Otto giorni, dal 22 al 29 settembre, ricchi di incontri ed eventi aperti al pubblico.

“L’ospedale del cuore dei milanesi esce dalle sue mura e arriva in città, vicino ai cittadini”, ha esordito Carlo Buora, presidente del Centro cardiologico Monzino, durante la presentazione dell’iniziativa a palazzo Marino.

La “Milano Heart Week” ha infatti il patrocinio del Comune di Milano, oltre a quello di Regione Lombardia, Università degli studi e World Heart Federation.

“In tutto il mondo si sta affermando un’idea nuova di prevenzione cardiovascolare, che noi al Monzino abbiamo definito “di precisione” – ha sottolineato Elena Tremoli, direttore scientifico del Centro milanese – Con questo termine intendiamo l’adozione di esami diagnostici e terapie preventive mirate alla singola persona, in base alle sue caratteristiche”. Come a dire: non esiste solo il bianco o il nero quando si parla di prevenzione: se una persona non riesce a muoversi per 150 minuti la settimana o a mangiare cinque porzioni al giorno di frutta e verdura può comunque provare ad adottare alcuni accorgimenti ritagliati sulla sua giornata e sulle sue esigenze. La sfida è proprio quella di personalizzare gli interventi preventivi, migliorando la capacità di identificare le persone con un rischio cardiovascolare più alto.

“Sappiamo che attività fisica e dieta bilanciata riducono del 60% gli eventi cardiovascolari – ha affermato Stefano Genovese, responsabile Diabetologia, Endocrinologia e Malattie metaboliche del Monzino – Per questo è necessario avvicinare all’esercizio fisico i giovanissimi, fin dalla scuola elementare”. Poiché il diabete è una delle principali cause di malattia cardiovascolare, Genovese ha posto l’accento sullo stress negativo, sulle disparità socio economiche e sull’ambiente metropolitano, tutti fattori che possono aumentare il rischio di questa patologia. “L’anno scorso per la prima volta si è parlato di diabete urbano, cioè legato alla vita in città – ha continuato l’esperto – Oggi la metà dei casi è registrata nelle metropoli e entro il 2045 saranno i tre quarti. Per questo è estremamente importante intervenire sulle nostre città e cercare di aumentare il livello culturale e sociale di chi vive nelle periferie”.

Presente anche Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali, salute e diritti del Comune di Milano: “Come Amministrazione ci sentiamo chiamati in causa quando si parla del prendersi cura – ha dichiarato – In questi anni abbiamo iniziato un percorso di sensibilizzazione dei bambini alla cultura della salute. In questo senso l’Expo ha acceso i riflettori sul binomio alimentazione-salute. Da assessore alle politiche sociali condivido la preoccupazione che percorsi di questo genere non discriminino sul terreno sociale. Oggi raccogliamo la sfida non banale che il Centro Monzino ci propone”.

Maria Novella Luciani della Direzione generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del Ministero della Salute ha sottolineato come queste iniziative siano “molto utili per aumentare la cultura della salute. È fondamentale creare vere e proprie abitudini di vita che non ci sono più e che incidono in modo determinante sul nostro benessere”.

Tutti gli eventi della Settimana del cuore si possono trovare sul sito www.milanoheartweek.it.

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